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APPROCCIO COGNITIVO ZOOANTROPOLOGICO


Lavorare secondo l'
APPROCCIO COGNITIVO ZOOANTROPOLOGICO (ACZ ), dove cognitivo sta per pedagogico e zooantropologico sta per relazionale, significa partire da una considerazione mentalistica del cane. Secondo l'ACZ il cane ha una mente, ossia un suo mondo interiore, capace di conferirgli soggettivita' e di posizionarlo nel mondo in modo attivo ed elaborativo. La conseguenza di tutto cio' e' che il comportamento del cane e' l'espressione del suo stato mentale. Vi e' quindi un superamento della visione cartesiana dell'animale visto come macchina e di alcuni modelli non mentalistici come quello biehaviorista, che spiega il comportamento come il risultato di automatismi innati ( istinti ) o appresi ( condizionamenti ), frutto dell'associazione di uno stimolo ad una risposta.
Poiche' nell' ACZ il soggetto e' una entita' attiva nel processo di modificazione del comportamento, il training si basera' molto di piu' sull' arricchimento globale e sulla valorizzazione delle sue dotazioni interne piuttosto che sulla definizione di rigidi canoni di comportamento, al fine di renderlo un soggetto non solo adattato al contesto nel quale e' inserito, ma adattabile, poiche' l'ambiente non e' statico ma in continua evoluzione.

La differenza tra addestramento e pedagogia in cinofilia sta nel fatto che l'addestramento e' potativo, ossia ha come obiettivo l'inibizione, il controllo e la standardizzazione performativa, l'avvicinamento del cane allo status di macchina, dove il focus del processo e' sull'addestratore ( approccio antropocentrico ); la pedagogia al contrario si pone come obiettivi l'equilibrio, la prosocialita' e la collaborativita' performativa, l'avvicinamento del cane allo status di partner, dove il focus del processo e' sul cane ( approccio cinocentrico ).                                                                                     

 
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